19/08/2020

Smart Working e Telelavoro: perché non sono la stessa cosa

computer su scrivania

Mai come durante l’emergenza Covid-19 in Italia si è sentito parlare così tanto di lavoro da remoto. Eppure, tra smart working e telelavoro i confini non sembrano essere molto chiari.

L’uso inappropriato di questi termini contribuisce ad aumentare la confusione per tanti lavoratori che si affacciano a queste realtà. Quali sono dunque le differenze tra smart working e telelavoro?

Smart Working o lavoro agile

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce lo smart working (in italiano lavoro agile) come “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro”.

Come funziona quindi lo smart working? Lavorare in smart working significa godere di flessibilità organizzativa prestabilita con un accordo tra le parti e possedere un’adeguata strumentazione tecnologica tale da permettere al lavoratore di poter svolgere le proprie mansioni anche al di fuori della sede aziendale.

Il termine smart working, introdotto nella legislazione italiana solamente nel 2017 con la Legge n. 81 del 22 maggio 2017 dunque, non implica necessariamente il lavoro da casa e non va usato come sinonimo di telelavoro.
Passiamo ora al concetto di telelavoro.

Telelavoro

Introdotto nella legislazione italiana con l’Accordo Quadro del 2004 il telelavoro, a differenza dello smart working, il telelavoro prevede una presenza totale fuori sede e una postazione di lavoro fissa.

Il lavoratore, già al momento dell’assunzione, sceglie, in accordo con l’azienda, se svolgere le proprie mansioni fuori ufficio in maniera definitiva o comunque con una visione orientata al lungo termine. Naturalmente dovrà essere dotato della giusta strumentazione informatica e di sistemi telecomunicativi, così come essere presente online durante l’intero turno di lavoro.

Inoltre, per poter svolgere le proprie mansioni, con il telelavoro non è necessario rientrare nella tipologia di lavoratore subordinato, in quanto questa modalità include anche i lavoratori parasubordinati e gli autonomi, ciascuno naturalmente con la propria normativa.

Smart working e telelavoro: vantaggi e svantaggi

Chiariti gli aspetti principali che caratterizzano smart working e telelavoro non ci resta che vedere quali sono i vantaggi:

Naturalmente vi sono anche diversi possibili svantaggi:

 

Noi di Mint Marketing ci teniamo molto alla salute e al benessere dei nostri dipendenti e per questo motivo, consapevoli di tutti i vantaggi e svantaggi che il lavoro a distanza può comportare, abbiamo deciso di adottare un sistema misto, che prevede sia giornate di lavoro in ufficio, sia giornate in smart working.

Siete favorevoli allo smart working o al telelavoro? Vi siete trovati nella situazione di adottare queste modalità di lavoro?

Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri canali social, siamo davvero curiosi di conoscere la vostra opinione!

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